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Presti in Kenia, 2009

Leonor! Ho appena corso insieme a tantissimi bambini facendo gare cn i pneomatici delle auto! Qui laTerra é rossa come il sangue,e laVita é1altra cosa!! Ciaooo!

Mi sono trovato a sperimentare un’obbedienza totalmente contraddittoria alla mia volontà. Ubbidendo ho raggiunto nel più breve tempo una grande serenità
Giuseppe Dossetti
«Per la prima volta
nella mia vita
non sono più solo.
Non ho età,
né peccato.
Non ho paura del tempo.
Non devo rendere conto a nessun uomo,
né guadagnare niente sulla terra.
Non ho altro dovere che di crescere
nell’amore di Dio,
conoscere Dio nella mia pittura
o comunque come Egli ama me,
morire in Lui
e vivere per sempre».
dal discorso di Bill Congdon all’Università dello Idaho ottobre 1964
Lettere sul dolore, Mounier

Lettere sul dolore, Mounier

Bisognerà, un giorno o l’altro, desiderare di essere felici di ogni invenzione della vita, fino alle pesanti fecondità della sofferenza.
Lettere sul dolore, Mounier
Lettere sul dolore, Mounier

Lettere sul dolore, Mounier

Omelia Giovedì Santo 2011 Papa BXVI

Dio ama gli uomini. Egli viene incontro all’inquietudine del nostro cuore, all’inquietudine del nostro domandare e cercare, con l’inquietudine del suo stesso cuore, che lo induce a compiere l’atto estremo per noi. L’inquietudine nei confronti di Dio, l’essere in cammino verso di Lui, per conoscerLo meglio, per amarLo meglio, non deve spegnersi in noi. In questo senso dovremmo sempre rimanere catecumeni. “Ricercate sempre il suo volto”, dice un Salmo (105, 4). Agostino, al riguardo, ha commentato: Dio è tanto grande da superare sempre infinitamente tutta la nostra conoscenza e tutto il nostro essere. Il conoscere Dio non si esaurisce mai. Per tutta l’eternità possiamo, con una gioia crescente, sempre continuare a cercarLo, per conoscerLo sempre di più ed amarLo sempre di più. “Inquieto è il nostro cuore, finché non riposi in te”, ha detto Agostino all’inizio delle sue Confessioni. Sì, l’uomo è inquieto, perché tutto ciò che è temporale è troppo poco. Ma siamo veramente inquieti verso di Lui? Non ci siamo forse rassegnati alla sua assenza e cerchiamo di bastare a noi stessi? Non permettiamo simili riduzioni del nostro essere umano! Rimaniamo continuamente in cammino verso di Lui, nella nostalgia di Lui, nell’accoglienza sempre nuova di conoscenza e di amore!

..con gioia, coraggio e semplicità..
Nell’abitudine c’è qualcosa di infido e nella scoperta qualcosa di divino
Matteo Caccia - Io sono qui, puntata del 21/02/2011
Questa è la domanda: a che cosa serve la fede?
Pizzaballa, Custode di Terrasanta

La vera gioia non consuma il cuore

Orari messe in Duomo

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